Jonathan Site Admin

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Inviato: Ven Nov 21, 2008 3:11 am Oggetto: I dati del Parsec. |
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I dati più attendibili sulla prostituzione in Italia sono quelli del Parsec, che a mio modo di vedere è l'organizzazione che ha fatto gli studi sull'argomento utilizzando l'approccio "più scientifico".
QUANTE SONO LE PROSTITUTE IN ITALIA:
Il Parsec, che studia l'argomento almeno dalla metà degli anni '90 e che gode di reputazione anche internazionale, stima da un minimo di 17.000 ad un massimo di 25.000 sex workers solamente in strada.
E derivano questo da dati quantitativi stimati nel corso degli anni regione per regione, cosa che, mediando gli inevitabili errori sulle varie regioni, presumibilmente dovrebbe portare ad un totale più attendibile.
Ricordo anche che il Consorzio Parsec non è solo un'associazione di studiosi, ma svolgono anche attività di assistenza sul campo e si rapportano con le altre associazioni, cosa che aumenta la credibilità delle loro stime.
Questi dati sono stati anche riportati in una ricerca pubblicata nel 2006 per il Comune di Roma, ma che riporta anche i dati a carattere nazionale.
Sono quindi dati aggiornati all'anno 2005.
Riporto qui i link dai quali si possono scaricare i tre PDF che compongono il risultato della ricerca:
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(questi link sono anche citati nella pagina chiave del mio sito, "Le Ricerche Scientifiche")
Per gli utenti non registrati, che non possono vedere i link precedenti, ripeto qui le URL per il download dei documenti citati, vista la loro importanza:
| Codice: | http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information/P2008058132/Parsec%201.pdf
http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information/P2008058132/Parsec%202.pdf
http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information/P2008058132/Parsec%203.pdf |
La stima che menzionavo si trova nel file Parsec%201.pdf, pag. 9.
A pag. 29 il Parsec stima invece il numero di prostitute che lavorano al chiuso: da 12.000 a 15.500.
Secondo il Parsec (che basa la valutazione su una ricerca del 2005 fatta dalle associazioni Progetto Roxanne e On-the-Road) si può stimare che il rapporto tra la prostituzione di strada e quella al chiuso sia esprimibile con un coefficiente pari al 68,1%, ovvero:
Ps/Pc = 100/68,1
o anche Pc = Ps * (68,1/100) = Ps * 0,681
dove:
Ps : prostitute in strada
Pc : prostitute al chiuso (in appartamenti, bordelli clandestini, ...)
Per ogni 1000 prostitute in strada, quindi, ce ne sarebbero circa altre 680 al chiuso (ovviamente stiamo sempre parlando di stime pre-Carfagnum ...).
Il totale delle sex workers in Italia (stime 2005) secondo il Parsec va quindi da 30.000 a 38.000 (vedi tabella a pag. 30).
Le ricerche del Parsec non saranno perfette, ma sembrano certamente molto più accurate e logicamente meglio impostate delle altre (e stendiamo un velo pietoso, per carità!, su quelle della Cattolica-Transcrime, quelli che usano i permessi di soggiorno da Art.18 per stimare le "schiave" ed occultano i loro stessi vecchi risultati perchè incoerenti con le loro più recenti mistificazioni ... )
Considerando anche il probabile aumento che c'è stato dal 2007 per quanto riguarda le neo-comunitarie rumene, direi che si può ragionevolmente parlare di quaranta-cinquantamila.
Ma se parlare di "quarantamila sex workers in Italia" ha un qualche fondamento, parlare (come spesso accade) di "quarantamila sfruttate" è sbagliato: almeno al chiuso ed almeno pre-Carfagnum, la stima corrente è che lì lo sfruttamento sia piuttosto ridotto, considerando che la parte indoor del mercato comprende le italiane e le straniere totalmente autonome.
E dal 2007 c'è anche la raggiunta autonomia da parte delle rumene e bulgare (le prime soprattutto, in numero rilevantissimo in Italia).
E ovviamente parlare di venti o quarantamila "schiave" sarebbe folle!
QUANTE SONO LE SCHIAVE:
Le schiave sono quella parte di prostitute che non solo è sfruttata, ovvero che deve lasciare parte (di solito molto rilevante) del proprio incasso agli sfruttatori, ma che è costretta a prostituirsi, con l'uso di violenza, minacce e ricatti.
Essendo quindi in mano non solo a sfruttatori, ma a veri e propri schiavisti.
Ovvero, che se fosse liberata dagli schiavisti, smetterebbe di fare quel mestiere, perchè non è volontaria.
In ciò le schiave si differenziano nettamente dalle volontarie sfruttate, che quando possono emanciparsi dagli sfruttatori e diventano autonome continuano a fare, volontariamente, quel lavoro.
Tutti i dati disponibili, non solo quelli del Parsec, ci dicono che le schiave sono una nettissima minoranza.
A pag. 17-19 dello stesso documento del Parsec c'è la stima della percentuale di schiave: 7-8 %.
Si noti: la stima prende origine dalle valutazioni fatte, a fine anni '90, solo sul segmento outdoor, quello di strada e presumibilmente più schiavizzato, quindi può tranquillamente essere presa come stima massima in eccesso!
Questi sono, allo stato attuale, i dati più attendibili di cui si possa disporre in Italia. |
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