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10 Ragioni per Legalizzare e Depenalizzare la Prostituzione.

 
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Autore Messaggio
Jonathan
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2006 10:08 pm    Oggetto: 10 Ragioni per Legalizzare e Depenalizzare la Prostituzione. Rispondi citando

Una risposta, razionale e tollerante, all'intolleranza anti-prostituzione.

Uno scritto diffusissimo in rete, scritto dalla femminista ultra-illiberale Janice Raymond, cita “10 ragioni per non legalizzare la prostituzione”.

E’ uno scritto sconcertante, soprattutto per chi ha esaminato a fondo il problema.

E’ uno scritto il cui livello di veridicità lo si capisce già andando a prendere alcuni dati citati, come quello assurdo, spacciato per oro colato, dei 15.000 bambini prostituiti in Olanda, sul quale mi sono già soffermato nel mio sito (
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), o l’incredibile affermazione che le prostitute rifiutano la legalizzazione e la depenalizzazione.

E’ uno scritto nel più puro stile femminista-repressore, scritto da una militante femminista che c’è chi dice sia intollerante non solo verso i clienti delle prostitute.
Vedere questo link che parla del suo rapporto con i transessuali:

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e l'accoglienza riservata dalla maggior parte di questi recensori e lettori al suo libro sul tema:
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.
Non voglio entrare in questo argomento, che non conosco, ma certo fa impressione leggere giudizi sulla Raymond, dati a proposito del suo libro sui transessuali, che potrei riportare pari pari come commento ai suoi scritti sulla prostituzione: “scomposto sbraitare, parecchia disinformazione, conclusioni inesatte e cieco pregiudizio che porta alla completa intolleranza”.

Nel mio sito (

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) ho già trattato con abbondanza di argomentazioni tutti i punti maldestramente toccati dalla Raymond nel suo “decalogo” e non starò certo a scrivere un “contro manifesto”: il curatore di questo sito non si abbassa a citare dati imprecisi e di parte ma cerca (per quanto gli riesce) di analizzare a fondo, incrociando le fonti, i dati sulla realtà delle cose. Perciò, io quel lavoro, di informazione e di anti-disinformazione ... lo ho già fatto.

Ma poco mi costa riepilogare un certo numero di punti in un “contro-decalogo”, potendomi permettere di argomentare qui molto succintamente, sulla scorta del lavoro di dettaglio fatto in precedenza.

Se proprio qualcuno vuole anche riferimenti "oggettivi", a studi seri fatti sull'argomento e sui quali fondo questo "decalogo", mi limito qui a citare due documenti:

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, una breve lettera di nove esperte di trafficking al governo USA, a smentire la tesi che la prostituzione sia la causa della tratta forzata delle persone e a smentire le menzogne a sostegno di tale tesi

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, un ponderoso estratto del fondamentale studio fatto nel 2004 dal governo norvegese sulle esperienze olandese e svedese, a smentire la tesi dei presunti "danni" fatti dalla legalizzazione olandese e dei presunti "benefici" generati dalla criminalizzazione svedese; questo documento è stato da me commentato, punto per punto, nel mio sito alla sezione "Il Duello: Olanda contro Svezia" (

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)


Questo mio "decalogo" parla di legalizzazione e depenalizzazione, che sono due delle scelte liberali quando si parla di prostituzione.
Ovviamente ci sono delle differenze tra di loro: la situazione nella "decriminalizzatrice" (e quindi depenalizzatrice) Spagna è diversa da quella della "legalizzatrice" Olanda.
Tuttavia, in entrambi i casi la scelta è chiara: la prostituzione non viene considerata come un fenomeno criminale o para-criminale ma o come un fatto in gran parte privato sul quale lo Stato esercita solo un controllo sugli aspetti di contorno, sorvegliandolo per evitare che ci sia scivolamento verso il vero sfruttamento e altri fenomeni criminosi, o come fatto pubblico lecito ed organizzato con regole ben precise che ne definiscono i limiti.
E, ovviamente, una prostituzione legalizzata è di per sè anche decriminalizzata e depenalizzata.
Perciò, il minimo comune denominatore è la decriminalizzazione.
Avrei potuto perciò parlare semplicemente di "decalogo a favore della decriminalizzazione" ma visto che la Raymond parla di "ragioni per non legalizzare/depenalizzare" la voglio seguire anch'io in questa doppia precisazione.

Prendetelo come un promemoria, che non necessariamente esaurisce tutti gli argomenti importanti ma che mi diverte “modellare” su quello fascio-femminista della Raymond.

La Raymond, in verità, di per sè stessa non meriterebbe tutta questa attenzione ma purtroppo il suo veleno è già sparso in tutto il web, quindi meglio fornire anche un antidoto ... in pillole!


Ecco quindi:


10 Ragioni per Legalizzare e Depenalizzare la Prostituzione.

1. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione colpisce i trafficanti: queste persone traggono vantaggio proprio dalla mancanza di legalizzazione. La stragrande maggioranza delle prostitute sceglie liberamente di fare quel lavoro e si appoggia a chi può, legalmente o illegalmente, aiutarle a prostituirsi. Se manca l’alternativa legale, allora si rivolgono a quella illegale. In Olanda la legalizzazione ha espulso i trafficanti dai bordelli e ha dato alle prostitute sfruttate un’alternativa legale. Dove ci sono ancora problemi, come per le immigrate senza permesso, è proprio perchè non c’è ancora per loro una possibilità legale di prostituirsi.

2. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione e dell’industria del sesso non promuove il commercio del sesso: permette semplicemente che sia svolto in modo più sicuro e controllato, per chi lo ha scelto. Oltre a ciò, l’opporsi al “commercio del sesso” tra adulti liberi e responsabili, per motivi ideologici, non è accettabile in una democrazia. Quindi il problema non è affatto di “promuovere” oppure “ostacolare”, è solo quello di rispettare le libere scelte individuali, di tutti. Ogni altra posizione è fascismo morale.

3. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione controlla l’industria del sesso, non la espande: non c’è alcun caso di clamoroso aumento del mercato della prostituzione post-legalizzazione, che non sia quello fisiologico dovuto alla globalizzazione e alla sempre maggiore mobilità delle migranti. I casi spesso citati dello Stato australiano di Victoria o dell’Olanda sono dei falsi documentati, costruiti dai sostenitori della criminalizzazione.

4. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non aumenta la prostituzione clandestina, nascosta, illegale e di strada: casomai fa emergere l’illegalità e offre alle prostitute un’alternativa legale. E se nei casi meno felici la legalizzazione può spingere alcune clandestine e schiavizzate in strada, le sposta dove però sono controllabili. Espellendo l’irregolarità dalle strutture legali, che possono essere facilmente controllate con procedure routinarie, si circoscrive anche l’area che la polizia deve indagare, favorendone il lavoro.

5. La legalizzazione della prostituzione e la depenalizzazione dell’industria del sesso non aumenta la prostituzione minorile: essendo illegale, quella prostituzione non potrà mai appoggiarsi ad una legalizzazione! Tutti i paesi al mondo che hanno legalizzato e regolamentato la prostituzione hanno leggi severissime contro la prostituzione dei minori. La prostituzione infantile è solo una quota minimale della prostituzione in generale e dipende dallo stato di povertà più che da ogni altra cosa, non certo dall’accettazione legale degli Eros Center. Il caso spesso citato dell’Olanda è un altro clamoroso e totale falso fatto dai sostenitori della criminalizzazione, come è facilissimo documentare.

6. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione protegge le donne che si prostituiscono: una prostituta sfruttata in un bordello può denunciare il gestore e una prostituta schiava può denunciare lo sfruttatore, senza temere di finire in galera o espulsa come sarebbe se fosse criminalizzata. L’esperienza olandese dimostra proprio quanta maggiore forza può dare la legalizzazione alle prostitute. Solo gli aspetti che ancora permangono di non legalizzazione, come lo status delle migranti senza permesso, lascia uno spazio di manovra agli schiavisti. Al contrario, la criminalizzazione rende le donne più deboli, come è avvenuto in Svezia.

7. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non aumenta la domanda di prostituzione: nessun uomo contrario alla prostituzione andrà mai con una prostituta per il solo fatto che sia diventato “legale” farlo. E chi ci vuole andare ci va comunque, che sia legale, tollerato oppure non legale. Quanto al fatto che la legalizzazione renda la prostituzione più socialmente accettabile, ciò in linea di massima è vero: ma non è certo un fatto negativo. Anzi, al contrario, è proprio quello che le prostitute stesse vogliono. Ed esiste un vastissimo settore di opinione pubblica, in ogni paese, che considera assolutamente positiva e necessaria l’accettazione sociale della prostituzione come un lavoro dignitoso.

8. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione protegge la salute delle donne: perfino dove i controlli sanitari non sono obbligatori, il fatto di fornire alla prostitute strutture non burocratizzate e non moralisticamente contrarie, favorisce moltissimo i controlli volontari (l’Olanda ne è un esempio). Una prostituta che lavora in una prostituzione resa difficile dalla criminalizzazione (vedi Svezia) è facilmente indotta ad accettare rapporti non protetti, una che lavora legalmente ha non solo più forza legale per opporsi alla violenza ma è anche indotta a meglio proteggersi, per non rischiare di perdere il lavoro.

9. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione rispetta la scelta delle donne: nessuna donna viene costretta dalla legge a fare la prostituta e la legge protegge quelle che ne vogliono uscire. Dire che le donne “non possono scegliere” di fare le prostitute ma che ne sono sempre indotte dalle circostanze, non solo in moltissimi casi è falso ma equivale a dire che nessuna donna sceglie di fare l’operaia, perchè farebbe volentieri qualcos’altro; non risultano, però, movimenti femministi o moralisti che si propongono di salvare le donne dalla “scelta forzata” della fabbrica, nè qualcuno che propone di criminalizzare i proprietari della fabbrica stessa ... Se c’è una cosa che rispetta la scelta di quelle donne è proprio quella di dare legalità e dignità al lavoro di prostituta. Se c’è una cosa che invece non rispetta la loro scelta è quella di non dare alternative alle donne che non siano l’illegalità, la “redenzione” o l’uscita forzata dal lavoro che si è scelto.

10. Le donne nel mondo della prostituzione vogliono che l’industria del sesso sia legalizzata o depenalizzata: nessuna organizzazione di prostitute osteggia la legalizzazione o la depenalizzazione, anche quando ne critica dei singoli aspetti, e nessuna prostituta vuole essere criminalizzata. Alcune prostitute si possono opporre alla tassazione dei loro guadagni, altre si oppongono ai vincoli burocratici, altre ancora alle cattive condizioni di lavoro e infine ci sono quelle che criticano la mancanza di appoggio che i governi danno alle immigrate. Ma nessuna vuole essere nè criminalizzata nè ostacolata nel proprio lavoro. Basta andare sui siti delle organizzazioni delle prostitute per rendersi conto che tutte chiedono la stessa cosa: libertà, dignità e sicurezza per tutti coloro che si prostituiscono.


Jonathan
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